La Marcia dei RLS 7 Giugno 2019

La marcia dei RLS (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza) di venerdì 7 giugno 2019 è la nostra iniziativa pubblica per portare in piazza la questione della sicurezza sul lavoro. Per dire pubblicamente che, attraverso gli RLS, le lavoratrici e i lavoratori devono essere parte integrante del Sistema di Gestione della Sicurezza sul lavoro.

Gli RLS sono i nostri rappresentanti, eletti dalle lavoratrici e lavoratori, e sono la rete più diffusa che possiamo realizzare per lavorare con l’obiettivo di migliorare le condizioni del lavoro e per elaborare con i Datori di Lavoro un luogo di lavoro più sicuro e dignitoso. Gli RLS sono una rete efficace per collaborare con gli Enti ispettivi e gli Organi di Controllo per rendere effettiva la sicurezza.

Secondo lo studio IMPACT RLS promosso da INAIL nel 2017 la condizione degli RLS è la seguente:

A dieci anni dal decreto 81, mancanza di informazione, partecipazione e coinvolgimento, sono le difficoltà che si trova di fronte l’ RLS, rendendolo spesso una figura che non porta nessun contributo specifico.

L’insicurezza produce i suoi frutti

Sorniona e spesso incontrastata, l’insicurezza del lavoro continua a produrre i suoi risultati, rappresentandoci la vera faccia di un modello produttivo che deve evolvere per cambiare. Vedendoci tutti protagonisti, datori di lavoro, lavoratori, Istituzioni, Enti addetti al controllo e Scuola.

Malattie professionali, infortuni gravi e meno gravi, incidenti mortali … L’insicurezza produce tutto questo, sofferenza per gli infortunati e le infortunate, sofferenza per le famiglie, elevando i costi sociali e del lavoro.

Vogliamo Prevenzione e controlli

La Sicurezza sul Lavoro è l’insieme dei modi con cui Aziende e Lavoratori si approcciano al lavoro. La sicurezza deve essere incrementata attraverso la formazione delle lavoratrici e dei lavoratori e il rispetto dei ruoli e delle responsabilità, attraverso tutti gli strumenti e le dotazioni messe in campo dalle Istituzioni e dalla Politica.

Servono investimenti nelle ATS, nell’Ispettorato del Lavoro e serve incrementare le buone pratiche che INAIL è in grado promuovere e divulgare.

La nostra Piattaforma

Scarica qui la piattaforma

Per questo abbiamo predisposto una piattaforma territoriale di rivendicazioni, per la quale ci mettiamo in marcia, con la Marcia dei RLS il 7 giugno 2019 ore 9.

Ondate di calore e lavoro…

In questi giorni si determinando condizioni climatiche caratterizzate da alte temperature che proseguiranno, salvo brevi interruzioni per tutto il mese di luglio, a causa dei cambiamenti climatici causati dall’ eccessivo riscaldamento dell’atmosfera per le notevoli quantità di anidride carbonica emessa. 

Il prevedibile eccessivo calore degli ambienti di lavoro, somma del calore prodotto dalle macchine e del calore esterno non sarà circoscritto, come negli anni passati, solo alle prime due settimane di luglio con le cosiddette “ondate di calore” ma permarrà per molto tempo e deve essere affrontato per tempo e adeguatamente. 

IL RUOLO DEL RLS E DELLA RSU

È opportuno che le RSU e gli RLS chiedano alle direzioni aziendali l’immediata apertura di un confronto per valutare correttamente il rischio del calore eccessivo, individuando i più adeguati e urgenti interventi e nel contempo dando adeguate informazioni ai lavoratori. 

Nell’eventualità che le aziende si rendessero indisponibili a tale confronto, si deve immediatamente inviare denuncia, firmata dagli RLS e dal segretario territoriale della categoria di riferimento, al Servizio di Prevenzione e Protezione sul lavoro delle Asl competenti. 

In assenza degli interventi necessari, in attesa dell’intervento della Asl, determinandosi le condizioni di alta temperatura, scarsa o nulla ventilazione, rischio di stress calorico per i lavoratori, gli RLS possono comunque chiedere ai lavoratori di interrompere le attività lavorative, intendendo tale astensione lavorativa non come sciopero, ma applicazione di ciò che è previsto dal Dlgs 81/08 in tema di tutela della salute dei lavoratori, in quanto sono state disattese le norme presenti nell’allegato IV dello stesso decreto al cap. 1.9 (microclima) e in particolare al comma 1.9.1

(aerazione dei luoghi di lavoro chiusi), comma 1.9.2 (temperatura dei locali) e 1.9.3 (umidità). 

La retribuzione riferita al periodo di astensione lavorativa a causa dell’alta temperatura deve essere, dalle aziende integralmente retribuita come espressamente norma l’articolo 1206 del

Codice Civile che afferma: “Quando la prestazione offerta dal lavoratore non è eseguibile per

danno imputabile all’azienda il rischio della obbligazione, cioè la retribuzione ricade sull’azienda medesima “. 

IL CALORE NEI LUOGHI DI LAVORO

Il calore eccessivo negli ambienti di lavoro può risultare ai lavoratori e soprattutto alle lavoratrici insopportabile in quanto si accompagna a stati di malessere che possono risultare anche di natura acuta tale da portare a uno stato di stress calorico.  

Lo stress da calore può essere colto anticipatamente se si presta grande attenzione a quei sintomi che correttamente si definiscono “eventi sentinella “che sommariamente e per esemplificazione elenco: cefalee, confusione mentale e comportamenti insicuri.  

Nella sottostante tabella elenco gli effetti sulla salute dello stress da calore: 

EFFETTI SULLA SALUTE SINTOMI TRATTAMENTO
Sfogo da calore Sfoghi rossi irregolari con prurito Cambiare i vestiti con vestiti asciutti, evitare ambienti caldi, rinfrescare la pelle con acqua fresca
Svenimento Svenimento improvviso dopo almeno due ore di lavoro, pelle pallida e fredda, polso debole Ricevere cure mediche, spostare la persona in area fresca, allentare i vestiti, farla sdraiare, se la persona è cosciente offrire piccoli sorsi d’acqua
Crampi di calore I crampi di calore sono dolorosi spasmi involontari della muscolatura, l’inadeguata assunzione di liquidi spesso contribuisce a questo problema, i muscoli più colpiti sono polpacci, braccia, addome e schiena In presenza di un crampo fermarsi e bere acqua, fare un leggero stiramento e massaggio                  
Sfinimento di calore Assomiglia molto allo shock, appare in maniera improvvisa, con i sintomi dello svenimento, nausea, pallore, polso rapido, bassa pressione sanguigna, pelle rossa, secca, febbre lieve Portare la persona in un luogo ombreggiato, stenderla, alzargli leggermente le gambe, allentare o rimuovere i vestiti, fare bere acqua senza ghiaccio, rinfrescare la persona spruzzando acqua fresca
Colpo di calore Aumento della temperatura corporea sopra i 40 gradi, pelle secca, alterazione della coscienza, battito cardiaco accelerato, respiro rapido, cessazione della sudorazione Spostare la persona lontana dalla fonte di calore, in un luogo ombreggiato o climatizzato, chiamare il 118, spruzzare acqua fresca

Per impedire l’instaurarsi di tali situazioni bisogna individuare correttamente gli obiettivi da conseguire nello svolgimento della riunione con l’azienda. 

LINEE GUIDA INAIL

A tale proposito vi ripropongo una sintesi delle linee guida che sono state definite e prescritte da diversi Servizi di Prevenzione delle Asl, sia per una corretta valutazione del rischio e sia per attivare le misure necessarie a impedirli che avevo già inviato negli anni scorsi insieme a delle utili norme emanate dal Governo del Canada che il sindacato dell’industria Unifor, fa applicare con determinazione e che cortesemente ci ha inviato. 

  • Dare immediatamente la più estesa informazione ai lavoratori sui rischi inerenti i colpi di calore. È essenziale che i lavoratori imparino a riconoscere i segnali precoci del sintomo dello stress da calore e che sappiano come prevenirli: 
    • aumentando la quantità di acqua bevuta, almeno 240 ml ogni 20 minuti; 
    • richiedendo l’effettuazione di pause lavorative aggiuntive; 
    • utilizzando un vestiario adeguato; l’evaporazione del sudore è il primo modo con cui il corpo elimina l’accumulo di calore, perciò il miglior abbigliamento è quello che rende   più facile l’evaporazione del sudore e cioè magliette di cotone leggere e pantaloni e intimo sempre di cotone e leggeri. Per i lavoratori che indossano tute o coperture sopra l’abbigliamento estivo si devono conteggiare circa 3 gradi in più di temperatura. 
  • insieme al RSPP aziendale deve essere effettuato il processo di valutazione del rischio da calore, non solo generale per l’intero sito lavorativo ma per ciascun reparto o area, selezionando le aree di lavoro più calde e determinando il livello di dispendio calorico di ciascun lavoratore coinvolto secondo la norma UNI EN 28996 e poi mappando le aree selezionate in base alla misurazione dei parametri quali l’umidità relativa, misurata con l’igrometro, di cui l’azienda deve dotarsi insieme al termometro. Deve essere anche misurata la velocità dell’aria per ogni ora durante il turno pomeridiano, che è prevalentemente il più caldo; 
  • Il rischio da calore eccessivo può essere più o meno ampio a secondo delle attività svolte in ciascun reparto anche per la presenza di sorgenti interne di calore; 
  • La valutazione del rischio deve essere fatta per tutte le postazioni tenendo conto del dispendio energetico di ciascun lavoratore e secondo l’attività che svolge, dell’isolamento termico determinato dal vestiario indossato, soprattutto se c’è l’obbligo di indossare indumenti protettivi che ostacolano l’evaporazione del sudore dell’umidità relativa, del calore radiante, della velocità dell’aria circolante nell’ambiente di lavoro. 

Fatta la valutazione del rischio si deve verificare il risultato: se questo è alto, già dalla fascia gialla e/o rossa devono essere messi immediatamente in atto gli interventi correttivi e deve essere coinvolto anche il medico competente per la necessaria sorveglianza sanitaria: 

  • Bisogna ridurre il dispendio energetico di ciascun lavoratore, diminuendo il carico di lavoro fisico aumentando il numero e la durata delle pause e riducendo la frequenza e la velocità delle linee di produzione; 
  • Si deve aumentare la velocità di circolazione dell’aria, aumentando la velocità di condizionamento in presenza di eventuali impianti di condizionamento centralizzati, aprendo porte e finestre, predisponendo opportuni e adeguati ventilatori o condizionatori in prossimità di ogni postazione; 
  • Deve rendersi disponibile per ogni lavoratore, vicino alla postazione di lavoro, un’adeguata quantità di acqua fresca che significa, perlomeno la possibilità di bere un bicchiere d’acqua ogni 20 minuti; 
  • Le zone di riposo e la mensa devono essere condizionate per consentire una adeguata dispersione di calore accumulato da ciascun lavoratore. 

Riteniamo utile che già dai prossimi giorni si proceda nella richiesta di incontri con le aziende per far sì che ci sia il tempo corretto per fare la valutazione e per predisporre le azioni opportune. 

Spero che queste indicazioni vi siano utili, chiarendo che sono ormai consolidate norme e comportamenti definite dalle Asl e a cui le aziende non possono opporsi.

Vogliamo Sicurezza sul Lavoro

#BastaMortiSulLavoro

20 MAGGIO ATTIVO UNITARIO DEI RLS E DI TUTTI I DELEGATI


La serie di incidenti mortali che sono avvenuti in Brianza è una sequenza impressionante che toglie il respiro e ci obbliga a una profonda riflessione. 4 in una settimana e un quinto a poche settimane di distanza. 5 morti sul lavoro sono troppi… Ogni infortunio mortale rappresenta decine di migliaia di comportamenti scorretti e insicuri. Vogliamo più sicurezza sul lavoro!

Donne e uomini, lavoratrici e lavoratori, in appalto e distaccati, somministrati e a tempo determinato, operai e impiegati, ogni giorno sono a rischio infortunio, malattia professionale e morte, solo perchè per vivere hanno bisogno di lavorare, solo perchè vanno a lavorare.

Tutto questo è inaccettabile! Il lavoro è il diritto che fonda la civile convivenza. Deve garantire la vita, una vita dignitosa e capacità di pianificazione e risparmio per la persona e la sua famiglia.

VOGLIAMO DIRITTI, CULTURA E FORMAZIONE

Lavorazioni estemporanee, precarietà, eccessiva flessibilità, massimo profitto al minimo costo, scarsa formazione, mancanza di rappresentanza e di una vera cultura della formazione aumentano l’esposizione dei lavoratori al rischio infortuni.

Vogliamo un lavoro sicuro che si trasformi in professionalità. Pretendiamo protezioni e rivendichiamo la prevenzione.

Vogliamo responsabilità e vogliamo evidenziare la strategicità della catena di comando, investendo sulle figure dei Dirigenti e Preposti.

I RAPPRESENTANTI DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA

Vogliamo investire negli RLS, perché loro sono le nostre antenne, loro rappresentano le lavoratrici e i lavoratori. Gli RLS devono essere costituiti in tutte le aziende, in rappresentanza delle lavoratrici e dei lavoratori. Devono diventare il rifermento per tutti i componenti del sistema della sicurezza, interni (Datore di Lavoro, RSPP, Medico Competente) ed esterni all’Azienda (ATSINAIL).

Vogliamo che gli/le RLS siano i protagonisti, insieme a tutti i delegati e a tutte le delegate, di una rivendicazione che migliori la condizione del lavoro in Brianza.

Abbiamo predisposto con loro una piattaforma che rivendica tutto questo e per questo ci mobilitiamo in un percorso che rimetta la Sicurezza sul Lavoro al centro dell’attività lavorativa, in cima all’attenzione delle istituzioni e in primo piano nel dibattito pubblico.

Scarica qui la piattaforma territoriale di Monza e Brianza

Ci vediamo il 20 Maggio 2019 al Teatro Binario 7 di Monza in via F. Turati 8.

Fai girare voce!

Corso DVR standardizzato…

Il 7 maggio 2019 parte la seconda edizione del corso sul DVR standardizzato organizzato dalla Camera del Lavoro di Monza e Brianza e promosso dallo Sportello Salute e Sicurezza.

Il corso è valevole ai fini del riconoscimento dei crediti formativi e dell’aggiornamento obbligatorio previsto dall’articolo 37, D.Lgs 81/2008.

Il corso è utile ai Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza per avere chiaro il quadro aziendale e quali sono le situazioni più a rischio sulle quali dare priorità d’intervento.

Scarica il documento in Pdf
https://sicurezzacgilmonza.altervista.org/wp-content/uploads/2019/04/Presentazione.pdf

IL D.LGS. N. 81/2008 DIECI ANNI DOPO…

A dieci anni dalla sua emanazione, qualunque valutazione sulla disciplina della sicurezza sul lavoro contenuta nel d.lgs. n. 81/2008 presuppone un’attenta analisi dei contesti entro i quali essa è destinata ad operare: contesti – quali sono quelli dell’organizzazione produttiva e del mercato del lavoro – in continua evoluzione, specialmente sotto la spinta della globalizzazione e dell’innovazione tecnologica.

https://sicurezzacgilmonza.altervista.org/wp-content/uploads/2019/03/CIIP-Documento-D.Lgs_.-81-08-Considerazioni-introduttivedef..pdf

Definizioni…

Prevenzione: il complesso delle disposizioni o misure necessarie anche secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, per evitare o diminuire i rischi professionali nel rispetto della salute della popolazione e dell’integrità dell’ambiente esterno.

Salute: stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, non consistente solo in un’assenza di malattia o d’infermità.

Valutazione dei rischi: valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori presenti nell’ambito dell’organizzazione in cui essi prestano la propria attività, finalizzata ad individuare le adeguate misure di prevenzione e di protezione e ad elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza.

Pericolo: proprietà o qualità intrinseca di un determinato fattore avente il potenziale di causare danni;

Rischio: probabilità di raggiungimento del livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego o di esposizione ad un determinato fattore o agente oppure alla loro combinazione.

Informazione: complesso delle attività dirette a fornire conoscenze utili alla identificazione, alla riduzione e alla gestione dei rischi in ambiente di lavoro.

Addestramento: complesso delle attività dirette a fare apprendere ai lavoratori l’uso corretto di attrezzature, macchine, impianti, sostanze, dispositivi, anche di protezione individuale, e le procedure di lavoro.

Il medico competente…

Medico in possesso dei titoli e dei requisiti formativi e professionali richiesti, che collabora con il datore di lavoro ai fini della valutazione dei rischi ed è nominato dallo stesso per effettuare la sorveglianza sanitaria e per tutti gli altri compiti previsti

Questa figura professionale, specializzata in medicina del lavoro e designata dal Datore di Lavoro, deve collaborare con l’azienda, e in primo luogo con il RSPP, alle attività di prevenzione e protezione dei rischi, eseguendo tra l’altro le periodiche visite mediche d’idoneità ai lavoratori.

Oltre all’esecuzione delle visite mediche, il Medico Competente per Legge deve svolgere altri e importanti compiti:

  • eseguire sopralluoghi periodici in azienda;
  • collaborare alla corretta scelta dei Dispositivi di Protezione Individuale;
  • contribuire a definire le migliori modalità di lavoro per evitare, ad esempio, strappi muscolari o simili;
  • verificare la scelta delle sostanze chimiche utilizzate (ad esempio, per evitare allergie, sensibilizzazioni o effetti tossici);
  • valutare i microclimi dei reparti e degli uffici, e altro ancora.

Questa attività viene definita “sorveglianza sanitaria dei lavoratori”.

La sorveglianza sanitaria: insieme degli atti medici, finalizzati alla tutela dello stato di salute e sicurezza dei lavoratori, in relazione all’ambiente di lavoro, ai fattori di rischio professionali e alle modalità di svolgimento dell’attività lavorativa.